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Studenti presentano il Liceo

Breve Storia del Liceo

I Genovesi da sempre erano conosciuti per il loro spirito di iniziativa: sapevano infatti vedere le necessità e porre immediato rimedio ai problemi. Questa loro prerogativa si manifestava anche nel campo dell’ istruzione: quando, per esempio, nel resto d’ Italia l’ istruzione secondaria fu introdotta dall’ oggi al domani, pur non trovando radici nella società, a Genova organismi scolastici autoctoni erano già presenti, per cui il passaggio alla scuola di Stato fu graduale e facilitato.

La Storia del Liceo Ginnasio  “A. D’Oria”, sorto nel 1824, ci porta a farne risalire le origini agli inizi del XVII sec.

A quel tempo l’ istruzione era affidata ad ordini religiosi che ne curavano la diffusione non solo tra i giovani appartenenti alla nobiltà, ma anche tra quelli  né nobili né ricchi, che erano però dotati di intelligenza e voglia di imparare.

Le Scuole Pie (1623-1797)

Nel 1623 i Padri delle Scuole Pie (Scolopi) vennero a Genova e  fondarono una scuola nel convento di S. Maria della Purificazione, che andò ad affiancarsi alla già esistente scuola dei Gesuiti: quest’ultima era maggiormente rivolta agli aristocratici, mentre la prima conservò un carattere più popolare. Dopo la cacciata dei Gesuiti, aumentò il prestigio degli Scolopi, soprattutto nel campo della letteratura italiana e delle lingue latina e greca; essi formavano nella loro scuola i cittadini migliori ed erano apprezzati per il loro insegnamento, tanto che, al sopraggiungere della Rivoluzione Francese, fu loro consentito di rimanere nell’istituto.

Le Scuole Civiche (1797-1849)

Propagatasi in Italia l’ondata rivoluzionaria francese, le Scuole Pie divennero Civiche.
Intanto la Repubblica di Genova diveniva democratica e, il 2 dicembre 1797, venne emanata la nuova Costituzione.

Emergeva in questo periodo a Genova un uomo importantissimo per la storia della città: il Padre Scolopio Ottaviano Assarotti. Egli richiese il Convento di S. Andrea in Ravecca, in sostituzione della loro vecchia scuola, diventata troppo piccola a fronte di un ingente numero di studenti.

Proponeva un programma secondo cui l’istruzione doveva essere cristiana, letteraria e repubblicana; doveva quindi essere basata sulla letteratura (italiana e latina), sull’eloquenza, la storia, la geografia, l’amore della Patria, la subordinazione alle leggi, la pratica della virtù cristiana e sull’orrore verso ogni sorta di ingiustizia.

Il Direttorio della Repubblica Ligure approvò la richiesta presentata da Padre Assarotti, lasciando tuttavia allo stesso l’onere di recuperare e risistemare a tale scopo  gli ambienti del Convento di S. Andrea.

Padre Assarotti riuscì nell’intento grazie a numerosi benefattori.

Il suo programma educativo rimase  inalterato fino al 1850 circa.

Napoleone e le Scuole Civiche

 

Con il decreto napoleonico del 1805 l’istruzione pubblica fu completamente riformata: vennero infatti fondate definitivamente le Scuole Civiche, che prima erano private  e non sufficientemente sottoposte al controllo governativo.

Con lo stesso decreto gli studi ginnasiali da compiersi nelle scuole civiche secondarie  furono riconosciuti dal governo, congiunti all’università e posti sotto la vigilanza delle leggi francesi. La prosperità della nuova scuola costrinse il governo imperiale a cambiare sede al Ginnasio, che  fu trasferito  nell’ex-convento di S. Ambrogio dei Gesuiti.

Caduto l’ impero napoleonico ed annessa la Liguria al regno di Sardegna, i Gesuiti rientrarono in possesso del loro convento, per cui la scuola passò dapprima nel palazzo Doria-Tursi, attuale sede del Comune di Genova, per poi trasferirsi, intorno al 1824, nella zona compresa tra le chiese delle Vigne e di San Luca, forse nel palazzo D’Oria – Danovaro, in salita San Matteo. Qui vi rimase fino al 1879-1880, quando assunse il glorioso nome di Andrea d’Oria e  si spostò in cima a Stradone S. Agostino.

Il Ginnasio Civico (1849-1861)

Il Ginnasio Civico, il Liceo Ginnasio “A. D’Oria”, municipale e pareggiato.

Con la proclamazione dello Statuto e la prima guerra d’indipendenza si apre un periodo nuovo, che coinvolge anche la scuola. Infatti vengono emanati il decreto che istituisce i Collegi nazionali e la legge sulla pubblica istruzione.

Nel 1849 l’amministrazione comunale, volendo mantenere accanto al Collegio nazionale anche una sua scuola indipendente derivata dalle Scuole Pie, approvò l’istituzione del Ginnasio Civico, con un proprio regolamento e con una quota di iscrizione fissata in lire nuove quindici. Venne nominato preside Michele Sartorio, uomo di grande ingegno, esule dalla Lombardia ancora occupata dagli Austriaci.

Nel successivo decennio l’istituto si sviluppò notevolmente, ma, in seguito all’entrata in vigore nel 1859 della legge Casati, che istituiva i Licei, il Ginnasio Civico subì una riduzione a cinque classi.

Con un nuovo regolamento l’amministrazione comunale impose allora al proprio istituto delle regole più severe, in quanto voleva che il Liceo Civico fosse possibilmente migliore di quello Nazionale, con l’ obiettivo di   favorirne  il pareggiamento.

Il Ginnasio pareggiato (1861-1884)

Il Ginnasio municipale per effetto della legge Casati era stato ridotto di ampiezza, ma era più ordinato. Questa riduzione lo sminuì parecchio, anche perché erano sorti in quegli anni il  R. Liceo Ginnasio Colombo, una R. Scuola Tecnica ed un R. Istituto Tecnico tutelati dalle Leggi dello Stato. Questo fatto avrebbe dovuto nuocere in modo pesante sul Ginnasio Municipale, che forniva un titolo di studio senza valore giuridico. Tuttavia il prestigio ormai acquisito nel corso degli anni e la sua notevole popolazione scolastica  dimostrarono quanto fosse necessaria la sua conservazione. Nel 1861, infatti, un decreto ministeriale parificò il Ginnasio Civico a quelli Regi.

Il Liceo “Andrea D’Oria” municipale (1879-1880) e pareggiato (1880-1884)

Poiché il Ginnasio Civico era stato privato dei corsi filosofici, corrispondenti più o meno al Liceo, gli allievi di tale Ginnasio, presa la licenza, se volevano continuare gli studi dovevano passare al Liceo Colombo, con gravi disagi per tutti e con oneri sempre maggiori per il Comune, obbligato dalla legge a fornire locali e materiale scientifico al Colombo.

Dopo ripetute sollecitazioni da parte del Consiglio provinciale scolastico perché il comune trovasse locali più ampi, l’Amministrazione comunale  decise l’istituzione di un Liceo municipale, per il decoro di Genova, per motivi di opportunità ed economici.

Gli venne attribuito il glorioso nome di Andrea D’ Oria e la  sede venne stabilita nel convento di S. Silvestro. Michele Sartorio, già direttore del Ginnasio Civico,   ne divenne il primo Preside.

Il Regio Liceo-Ginnasio “Andrea D’Oria”

Il passaggio del Liceo – Ginnasio Andrea D’Oria dall’amministrazione Comunale a quella del Governo era già preesistente alla creazione dell’istituto municipale, poiché l’ amministrazione comunale aveva già aperto trattative con il ministero della istruzione perché si creasse anche a Genova un Regio Liceo, come già era accaduto in  città come  Milano e Palermo, con uguale, se non minore, popolazione scolastica.

Finalmente con il decreto del 1° Ottobre 1884 il Liceo – Ginnasio fu dichiarato regio e gli fu confermato il titolo di “Andrea D’Oria”.

Il compito  degli insegnanti che via via si susseguirono  fu quello di preparare i ragazzi loro affidati in un clima di silenzio, raccoglimento e studio. A coordinare il tutto furono chiamati diversi Presidi, alcuni dei quali dedicarono realmente la loro vita alla prosperità della scuola.

Il primo Preside del regio Liceo fu Leopoldo Marengo, autore di romantici testi teatrali.

Per quel che riguarda gli insegnanti che lavorarono in questa scuola, si può dire che la grandissima maggioranza, se ben diretta, ne fu sempre degna e meritevole, onorò la scuola e ne fu onorata. Questi  docenti formarono  un buon numero di alunni che diventarono uomini di alto ingegno: di questi  alcuni si dedicarono  all’ insegnamento,  mentre altri si diressero verso altre carriere. Nel corso degli anni  si andarono a migliorare l’apparato economico-amministrativo e quello prettamente tecnico (vedi l’introduzione dell’energia elettrica e varie apparecchiature come i galvanometri per lo studio della fisica ed esemplari di animali imbalsamati o raccolte mineralogiche per lo studio delle scienze naturali), grazie anche all’aiuto finanziario del Ministero.

Nei primi anni del Novecento la scuola era in grado di offrire ben tre biblioteche distinte. Una per gli studenti del Ginnasio, con  circa seicento volumi di letture istruttive, educative e piacevoli. Un’altra era destinata agli studenti del Liceo e conteneva opere culturalmente più elevate che trattavano la letteratura italiana, francese ed inglese, latina e greca oltre che argomenti scientifici. Particolare cura era rivolta all’instaurarsi di un sentimento patriottico negli allievi. L’ultima era rivolta principalmente agli insegnanti, conteneva opere importantissime, costose e difficilmente reperibili presso le biblioteche cittadine.

L’edificio scolastico, posto nell’ex convento di San Silvestro, conservava affreschi e quadri di mediocre valore artistico. Successivamente ricevette in donazione da insegnanti e studenti un busto di Andrea D’Oria, scolpito in marmo di Carrara da un ex allievo, Edoardo De Albertis.

Inoltre furono posti nel salone del Liceo due busti in marmo, uno rappresentante il primo preside Michele Sartorio e l’altro il professor Giuseppe Raganti, ed una targa in marmo a ricordo degli allievi del D’Oria caduti nella prima guerra mondiale.

Nel corso dei decenni da questo Istituto sono usciti uomini e donne che hanno operato per il bene della collettività. Gli ideali di coloro che avevano voluto la nascita del nostro Liceo  erano quelli di elevare gli animi dei giovani ad apprezzare la bellezza, la verità  e la giustizia, aiutandoli  a sviluppare  le capacità individuali. E’ con questo stesso spirito che  continua ancora  oggi l’ opera di chi lavora e studia nel Liceo-Ginnasio “ Andrea D’Oria”.

Pagina a cura di Serena Noli e degli Studenti della 3 liceo sezione G 2005 – 2006